Come leggere il Kamishibai: 5 segreti per diventare narratori magici (anche se sei timida)
Dallo sguardo al silenzio: guida pratica per superare la timidezza e trasformare ogni lettura in una piccola opera d'arte.
Ti svelo un segreto: la prima volta che mi sono seduta dietro al Butai, mi tremavano le mani.
Temevo di impappinarmi, di non avere la voce giusta, di vedere i bambini distrarsi dopo due minuti. Pensavo che per usare il Kamishibai servisse aver fatto un corso di teatro o avere la dizione perfetta.
Mi sbagliavo.
Il Kamishibai è uno strumento generoso. Fa gran parte del lavoro per te.
La sua struttura, le immagini grandi, la "cornice" di legno... tutto è progettato per catturare l'attenzione. A te resta il compito più bello: dare vita a quelle immagini.
Non serve essere attori professionisti. Serve solo essere presenti.
Tuttavia, esistono dei piccoli "trucchi del mestiere" che ho imparato nel tempo e che fanno la differenza tra una lettura normale e una... magica.
Ecco i miei 5 consigli per trasformarti in un narratore esperto, fin dalla prima volta.
1. Il ritmo è nelle tue mani (letteralmente)
A differenza di un libro che si sfoglia, il Kamishibai si sfila. E il modo in cui sfili la tavola è narrazione.
Non estrarre il foglio sempre alla stessa velocità.
- Azione veloce: Se nella storia il personaggio scappa o corre, sfila la tavola con un gesto rapido e netto. Zac!
- Suspanse: Se c'è un mistero o un momento dolce, sfila la tavola lentamente, millimetro per millimetro. I bambini si sporgeranno in avanti per vedere cosa appare.
Questa tecnica crea un montaggio quasi cinematografico che tiene incollati gli occhi dei piccoli spettatori.
2. Il potere del Silenzio (Non averne paura)
Siamo abituati a riempire ogni vuoto con le parole.
Ma nel teatro giapponese esiste un concetto bellissimo: il Ma, lo spazio vuoto.
Prima di iniziare a leggere il testo della nuova tavola, aspetta. Lascia che l'immagine scorra completamente. Lascia 3 o 4 secondi di silenzio totale.
In quel silenzio, il bambino osserva, elabora, immagina. È un momento di attesa deliziosa. Non correre. La magia abita nelle pause.
3. Lo sguardo libero
Questa è la differenza più grande con l'albo illustrato.
Quando leggi un libro, spesso la tua faccia è nascosta dietro le pagine o i tuoi occhi sono fissi sul testo.
Nel Kamishibai, il testo è dietro, ma tu sei davanti (o di lato).
Sfrutta questa libertà!.
Mentre racconti, guarda i bambini negli occhi. Guardali uno per uno. Sorridi se la storia è allegra, corruccia la fronte se il protagonista è preoccupato. Il tuo volto è il secondo palcoscenico della storia.
4. Non fare "le vocine", modula il volume
Non devi per forza inventarti una voce stridula per il topo o cavernosa per l'orso (anche se ai bambini piace!). Se non ti senti a tuo agio, non forzare.
È molto più efficace lavorare sul volume.
- Sussurra quando c'è un segreto. Ti assicuro che, paradossalmente, più parli piano, più in classe calerà il silenzio perché dovranno concentrarsi per sentirti.
- Alza la voce (senza urlare) nei momenti di gioia o trambusto.
Questa dinamica crea un paesaggio sonoro tridimensionale.
5. Il rito di apertura e chiusura
Come abbiamo detto spesso, il Kamishibai è un rito.
Non iniziare a parlare mentre stai ancora sistemando la sedia.
- Prima: Assicurati che tutti siano pronti. Batti tre volte le mani o usa un campanellino. Io uso lo Hyoshigi, uno strumento popolare. Poi apri le porticine lentamente.
- Dopo: Quando dici "Fine", chiudi le porticine con delicatezza. Quel gesto secco del legno che si chiude è un segnale potente: il viaggio è finito, si torna alla realtà.
👩🏫 L'ANGOLO DELLA MAESTRA: La posizione conta
In una classe con 15 o 20 bambini, la logistica è fondamentale per la riuscita della lettura.
- Altezza: Metti il Kamishibai su un tavolo basso o una cattedra, in modo che sia all'altezza degli occhi dei bambini seduti a terra. Non deve essere né troppo in alto (collo storto) né troppo in basso.
- Luce: Attenzione alle finestre! Non metterti mai con la finestra alle tue spalle (controluce), altrimenti i bambini vedranno la tua sagoma nera e le tavole buie. La luce deve arrivare lateralmente o illuminare il teatro.
- Semiluna: Disponi i bambini a semicerchio, non in file parallele come al cinema. Così potrai avere contatto visivo con tutti, anche quelli ai lati.
La perfezione non esiste (e non serve)
Se durante la lettura ti cade una tavola, o sbagli una parola, o ti dimentichi un pezzo... ridici su!
Ai bambini non interessa la performance perfetta.
Interessa sentire che sei lì con loro, che ti stai divertendo anche tu.
La tua voce, anche se trema un po', è il suono più rassicurante del mondo per loro.
Il Kamishibai è uno strumento di relazione, non di esibizione.
Luisa
Mamma di due gemelle, lettrice per vocazione