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Kamishibai e Inclusione: perché il teatro di carta abbatte le barriere (dove le parole falliscono)

Perché il Kamishibai è lo strumento preferito per l'inclusione scolastica? Scopri come il teatro di carta aiuta bambini BES, autistici o con difficoltà linguistiche.

Nelle classi di oggi, la sfida più grande non è "finire il programma", ma non lasciare indietro nessuno.
C'è il bambino che è appena arrivato da un altro paese e non conosce la lingua.
C'è il bambino che non riesce a stare seduto per più di tre minuti.
C'è il bambino che fatica a trasformare le parole che sente in immagini nella sua testa.

Spesso, il libro tradizionale, per quanto bello, crea involontariamente una barriera. Richiede competenze linguistiche e attenzionali che non tutti hanno allo stesso modo.
È qui che il Kamishibai rivela la sua natura più nobile: è uno strumento democratico.

Nel mio percorso di scoperta di questa arte, ho parlato con molte insegnanti di sostegno e logopediste. Tutte mi dicono la stessa cosa: quando si aprono le porticine del Butai, le differenze si assottigliano.

Oggi voglio esplorare con te perché il Kamishibai è considerato uno degli strumenti più potenti per l'inclusione e per i Bisogni Educativi Speciali (BES).

Il potere del "Doppio Canale" (Visivo + Uditivo)

Per molti bambini, ascoltare una storia solo attraverso la voce è faticoso. Le parole volano via, sono astratte.
Il Kamishibai offre un'ancora visiva immediata. L'immagine è grande, ferma, illuminata.
Mentre la tua voce dice "la mela è rossa", il bambino vede la mela rossa.

Questo doppio canale è fondamentale per:

  • Bambini stranieri (NAI): Possono seguire la trama attraverso le immagini anche se non comprendono tutte le parole. L'immagine universale diventa un ponte tra le culture.
  • Difficoltà di linguaggio: L'associazione immediata parola-immagine rafforza il lessico senza lo stress della prestazione.

La cornice che aiuta la concentrazione

Per un bambino con difficoltà di attenzione o iperattività, il mondo è pieno di stimoli che distraggono. Un libro aperto su un banco è circondato da matite, compagni, finestre.

Il teatro Butai fa una cosa semplice ma geniale: crea una cornice.
Delimita lo spazio della narrazione. Tutto ciò che è importante avviene dentro quel rettangolo di legno. Il resto scompare.
Il buio intorno (se riesci ad abbassare le luci) e la luce sulla tavola aiutano il cervello a focalizzarsi su un unico punto. È un "focus assistito" che permette anche ai bambini più vivaci di prolungare i tempi di attenzione.

Il ritmo che rispetta i tempi di tutti

Viviamo in un mondo video, dove le immagini scorrono a 24 fotogrammi al secondo. Per un bambino con difficoltà di elaborazione, è troppo veloce. Non c'è il tempo di capire.

Il Kamishibai è lento.
L'immagine resta lì. Ferma.

Tu puoi decidere di restare sulla stessa tavola per un minuto intero, se vedi che la classe ha bisogno di tempo per osservare, nominare, capire.
Questa lentezza non è un difetto, è una forma di rispetto. Dà a tutti il tempo di "arrivare" al significato, ognuno con il suo passo.

👩‍🏫 L'ANGOLO DELLA MAESTRA: Strategie Inclusive

Come trasformare la lettura in un momento davvero per tutti? Ecco tre spunti pratici per la tua classe:

  1. Anticipazione (Priming): Prima di iniziare la storia con tutta la classe, mostra le tavole singolarmente al bambino con difficoltà o all'alunno autistico. Fagli toccare i disegni, spiegagli cosa succederà. Conoscere la sequenza in anticipo abbassa l'ansia dell'imprevisto e gli permetterà di godersi la lettura di gruppo con maggiore serenità.
  2. Lettura Partecipata: Usa storie con strutture ripetitive (tante delle nostre storie Kamishibù hanno questo ritmo). Invita i bambini non verbali a partecipare con gesti o suoni ogni volta che appare un certo personaggio. Li farà sentire protagonisti attivi della narrazione.

Una storia è di chi la ascolta

L'inclusione non è fare "cose speciali per bambini speciali". È fare cose belle che siano accessibili a tutti.
Il Kamishibai non etichetta. Non c'è il "libro facilitato" diverso dal "libro degli altri". C'è un unico grande teatro che si apre per tutti.

E quando vedo gli occhi di tutti i bambini brillare allo stesso modo davanti a una tavola illustrata, capisco che la vera magia non è nella carta, ma nell'uguaglianza di quel momento.

Luisa
Mamma di due gemelle, lettrice per vocazione