Kamishibai e Montessori: perché la magia vera si nasconde nella quotidianità (La storia del mio primo laboratorio)
Draghi? Anche, ma non solo. Vi racconto di quella volta che un coniglio e una vasca di schiuma hanno incantato un'intera classe.
C'è un momento, quando diventiamo genitori, in cui siamo tentati di riempire la testa dei nostri figli di magia artificiale.
Compriamo libri con draghi volanti, fate luccicanti, animali che guidano astronavi. Pensiamo che la fantasia sia l'unico modo per farli sognare.
Eppure, se hai mai osservato attentamente un bambino di 2 o 3 anni, avrai notato una cosa curiosa.
Spesso lasciano perdere il giocattolo costoso a forma di razzo per giocare... con le chiavi di casa. O con una pentola vera. O provano a spazzare il pavimento con la scopa grande.
Maria Montessori lo aveva capito più di un secolo fa: per un bambino piccolo, la vera magia è la realtà.
Loro sono nuovi in questo mondo. Per noi adulti stendere i panni è un dovere noioso; per loro è un miracolo di fisica, acqua, schiuma e vento.
Oggi voglio raccontarti come ho scoperto questa verità. Non sui libri, ma in un giardino, grazie a un coniglietto di nome Tobia e a un'educatrice lungimirante.
"Il bucato di Tobia": com'è nata la mia prima storia
Tutto è iniziato quando Susy, educatrice del nido meravigliosa, mi diede una possibilità speciale: "Luisa, perché non crei un laboratorio per i nostri bimbi?".
Accettai con il cuore in gola. Volevo creare qualcosa di unico.
Non scelsi una fiaba classica. Realizzai la mia primissima storia originale per Kamishibai: "Il bucato di Tobia il coniglietto".
La trama è di una semplicità disarmante, eppure ipnotica per i piccoli: Tobia lava i suoi panni usando un profumato sapone alla lavanda. Fa tanta schiuma, strizza, stende al sole. E alla fine? Alla fine è felice di sporcarsi di nuovo, perché sa che potrà ripetere quella bellissima routine del bucato ancora una volta.
Il laboratorio: dal profumo alla schiuma
Quel giorno in classe, mentre le immagini scorrevano nel teatrino di legno, feci qualcosa in più.
Mentre raccontavo di Tobia che insaponava, passai tra i bambini una bustina di fiori di lavanda essiccati.
Vidi i loro nasini arricciarsi, gli occhi chiudersi per aspirare quel profumo. La storia non era più solo un racconto: era entrata nella stanza.
Ma la vera sorpresa li aspettava fuori.
Avevo preparato nel giardino della scuola un setting curatissimo, per riprodurre esattamente l'azione che avevano appena visto fare al coniglio.
Niente plastica colorata. Volevo oggetti veri, con un'anima:
- Vasche in alluminio piene d'acqua che brillavano al sole.
- Spazzole di legno (quelle dure, che usavano le nostre nonne).
- Pezzi di vero sapone alla lavanda.
- Mollette di legno e un lungo filo teso tra gli alberi.
Alle mamme avevo chiesto una "missione" speciale: portare da casa un capo sporco dei loro bimbi. La cesta era un tripudio variegato di calzini, magliette macchiate di sugo, cappellini infangati.
Lo stupore di "fare davvero"
Quando i bambini uscirono in giardino, ci fu un attimo di silenzio. Un misto di stupore e gioia pura.
Non era un gioco "per finta". Era tutto vero.
Esattamente come Tobia, iniziarono a immergere le mani nell'acqua.
Li vidi strofinare con energia usando le spazzole, insaponare fino a creare nuvole di schiuma, sciacquare con serietà e, con le loro manine incerte ma determinate, appendere i panni al filo.
Non stavano "giocando a lavare". Stavano lavando.
Si sentivano capaci. Si sentivano grandi.
Perché la Vita Pratica è fondamentale (0-6 anni)
Quella giornata mi ha confermato che proporre storie di Vita Pratica con il Kamishibai risponde a una fame profonda del bambino: la fame di competenza.
Quando vedono scorrere nel teatrino un personaggio che compie gesti quotidiani e poi hanno la possibilità di replicarli, accade la magia Montessori:
- L'Imitazione: Il bambino impara guardando ("Il coniglio lo fa, posso farlo anch'io").
- La Sensorialità: L'acqua, il profumo della lavanda, la ruvidezza della spazzola. L'apprendimento passa dalle mani.
- L'Autostima: "Io so fare da solo".
Le nostre storie cercano proprio questo: non evadere dalla realtà, ma renderla affascinante. Raccontare la poesia di un gesto semplice, come stendere un calzino al sole.
👩🏫 L'ANGOLO DELLA MAESTRA: Sequenze e Logica
Le storie di vita quotidiana sono strumenti didattici preziosi anche per lo sviluppo logico.
A differenza della magia (dove tutto accade a caso), il bucato ha una sequenza ferrea:
- È sporco.
- Lavo (insapono/strofino).
- Sciacquo.
- Stendo.
L'attività consigliata:
Dopo aver letto "Il bucato di Tobia", stampa le tavole in formato piccolo. Ritagliale e chiedi ai bambini di rimetterle in ordine temporale.
"Cosa fa Tobia prima? Usa la molletta o il sapone?".
Questo esercizio è alla base del pensiero computazionale: capire che ogni grande risultato è frutto di piccoli passi ordinati.
Un invito a sporcarsi le mani
La prossima volta che cerchi un'attività per la tua classe o per i tuoi figli, non cercare l'effetto speciale.
Cerca lo specchio.
Cerca una storia che rifletta la loro vita.
Apri il teatrino, racconta, e poi... prepara le vasche d'acqua.
La felicità di un bambino che stende il suo calzino bagnato vale più di qualsiasi bacchetta magica.
Luisa
Mamma di due gemelle, lettrice per vocazione